La grande orchestra di Peverino

La grande orchestra di Peverino

dal prezioso libro di Tullio Bosco

Dall’anno 1934 in poi si cominciò ad avvertire un curioso fenomeno: molte bande andavano disfacendosi, forse a causa dell’avvento prepotente della musica radiofonica.

Fu per  tale motivo che in quell’anno 1934 il Comitato dei festeggiamenti in onore di San Cetteo, presieduto da Luigi Tornar, dovette faticare non poco per trovare le due bande occorrenti per i festeggiamenti.Una di esse era quella di Lanciano, nota come una delle migliori in Abruzzo.

Ma il giovane Maestro d’orchestra Giovanni Peverino, anch’egli facente parte del comitato, ebbe una soffiata da parte di un suo caro amico lancianese.

La banda di Lanciano, il giorno della festa di S.Cetteo, non sarebbe venuta a Pescara, ma sarebbe andata ad Atessa, dove avrebbe ricevuto una retribuzione superiore di ben 100.000 lire!

Troppa stima aveva Peverino di questo suo amico confidente, per mettere in dubbio tale informazione, e si premurò di riferirla immediatamente al Presidente Tornar.

-“Non posso crederci” fu la risposta

ho trattato io stesso col Maestro. E’ una persona a modo, ed abbiamo sigillato l’impegno con

una stretta di mano. Non può mancare!”.

-“Eppure, Don Gino, vi assicuro che….”

-“Non pensarci nemmeno, Giovanni, basta”

Di fronte a tanta sicurezza Giovanni rimase perplesso e fece subito una telefonata al suo amico di Lanciano.

-“E’ come ti ho detto io!-lo assicurò questi ”Mi sono informato anche presso i componenti della

banda. Non c’è alcun dubbio. Prendete i vostri provvedimenti per tempo. Intanto ti informo che

proprio domani sera quella banda andrà a suonare ad Elice, se ciò interessa”.

Peverino tornò alla carica presso Don Gino per riferirgli le nuove informazioni avute.

-”Senti Giovanni, sei fuori strada. Proprio ieri il maestro è stato qui da me e mi ha confermato la

sua venuta per la festa di S.Cetteo. Ti basta?”

-”No,  non mi basta. Quello ci frega e ci metterà in in mare di guai. Io proporrei di mandare

qualcuno a Elice, anzi ci andrei io stesso, ed al momento propizio, quando avranno finito il

programma, ci impossesseremo della cassetta contenente gli spartiti. Poi gli diremo che

l’abbiamo fatto per agevolargli il trasporto, ma in questo modo non potrà più, domenica

prossima, andare a suonare altrove, se non a Pescara.”

-”Giovanni, stai fantasticando! Ora basta.”

E così il sabato della festa di S.Cetteo, la banda fu ansiosamente attesa, ma inutilmente. A mezzogiorno il presidente Tornar capì di essere stato ignobilmente tradito.

Fu così che nella cassa armonica apparve per la prima volta, in mancanza della banda, l’orchestra.

Il complesso orchestrale, organizzato frettolosamente dal maestro Peverino, apparve subito imponente.Il successo e la simpatia non difettarono tanto che il pubblico decretò la riproposizione  di tale genere di spettacolo anche per gli anni successivi.