I ponti

I ponti

La costruzione del ponte di ferro del 1893 fu vissuta come un autentico avvenimento collettivo dall’intera cittadinanza.La sua collocazione avrebbe dato fisionomia nuova alla città e indicato le prospettive di sviluppo.

Interminabili discussioni e polemiche fra il medico Luigi Luise, precursore del prolungamento naturale di Corso Vittorio Emanuele fino alla Pineta, e l’umanista Tommaso Fiocca animarono all’epoca il Circolo Aternino.

Quest’ultimo preconizzava funeste conseguenze sulle attività commerciali in caso di avallo della proposta Luise e affermava:”Il ponte aereo sui bastioni è una follia!”

“ la vita commerciale di Pescara è concentrata in pochi segmenti della città:

quotidianamente la piazza dei commestibili è presa d’assalto e tutte quelle derrate scompaiono in poche ore. I negozi, le botteghe, i caffè, le trattorie, le bettole, rigurgitano di gente, soprattutto teramana, avida di spendere il denaro e godersi le comodità, anche lussuose, che offre Pescara.

Non è conveniente recare disturbo con provvedimenti pseudo-urbanistici a questo provvidenziale mercato. Ne potrebbero derivare seri contraccolpi economici.Il ponte sarebbe dovuto essere, secondo lui, posizionato su direttive più centrali alla città”.

Il “ponte aereo” fu poggiato alla fine sopra il Bastione Bandiera e non produsse isolamento.

La costruzione si presentava lineare e semplice, senza pretese estetiche. Non  appariva certo un esempio di tecnica ardita.

La campata principale,composta da due travate parallele, raggiungeva una lunghezza complessiva di 66 mt ed una larghezza di mt.6. I due marciapiedi laterali, realizzati a sbalzo, avevano una larghezza singola di poco inferiore al metro.

Il ponte metallico ben presto rivelò la sua inadeguatezza a smaltire il crescente traffico che vi si svolgeva in virtù del forte sviluppo cittadino.

Nel 1928, da rilevamenti effettuati, esso risultò il quarto nodo viario in Italia come intensità di traffico. Inevitabile la sostituzione.

Nel 1932 venne portato a termine dall’impresa Stoelcker, su disegno dell’architetto Cesare Bazzani la costruzione di un ponte monumentale in muratura nello stesso punto dove prima insisteva quello metallico.

66.000 giornate di lavoro operaio furono necessarie per costruire il ponte “Littorio”

A seguito della sua completa distruzione durante l’ultimo conflitto si è resa resa  necessaria la replica della costruzione, stavolta in forma più spartana. L’attraversamento è ora garantito dal Ponte Risorgimento.